dall’inizio…

Il mondo di chi utilizza un Defender è quanto mai vario.
C’è chi lo usa per lavoro e chi per divertimento, con una gran varietà di sfumature intermedie.
Io intendo il Defender principalmente come mezzo da viaggio da utilizzare in Nord Africa e più in generale per vacanze itineranti.
E’ la mia unica auto, che non uso per recarmi al lavoro ma solo nei week-end.
L’utilizzo che ne faccio mi permette di apprezzarne le doti chiudendo un occhio su alcune caratteristiche come lo scarso comfort nell’uso quotidiano oppure la tendenza a imbarcare acqua piovana, tanto per fare due esempi 🙁
Per un amante del “fai-da-te” e di auto 4X4 nessun mezzo come un Defender è così adatto a coniugare entrambe le passioni.
La mia filosofia del fare ruota intorno a questi punti: economicità, semplicità, praticità e reversibilità di ogni modifica.
Credo di essere riuscito a far convivere al meglio delle mie possibilità queste mie esigenze tra loro.
Questo modo di vedere le cose non facilità la realizzazione delle mie idee perché spesso è più semplice effettuare interventi definitivi, magari avvalendosi dell’esperienza di artigiani e preparatori specifici ma la convinzione che “chi fa da se fa per tre” mi ha portato ad eseguire interventi efficaci e soprattutto perfettamente adattati alle mie esigenze.
Nel corso degli anni ho visto alcune auto veramente ben preparate con soluzioni molto valide ma andando al sodo erano spesso seconde (o terze) macchine, usate esclusivamente per viaggiare da chi non ha problemi economici, preparate da famosi “guru” del settore.
Questo non è un peccato però sono poco in sintonia con questo modo di “fare”.
Però chi non sa fare una cosa spesso non sa neanche ripararla e per chi viaggia è una cosa grave.
Chiedo ovviamente scusa a tutti quelli che sanno fare ma non fanno per pigrizia, mancanza di tempo o altro ancora.
Chiarito questo aspetto passo a descrivere cosa ho fatto, perché e come.
La base di partenza è un Defender 110 TD5 (MY03), nella versione HT allestimento E.
Tradotto in poche parole è la versione più semplice e spoglia di tutta la produzione Land Rover.

def110ht

Questa scelta è stata dettata dal volere una macchina “nuda”, priva di tutto quello che non serve e quindi molto più semplice da allestire. Esteriormente la macchina si presenta senza finestrini.
La mancanza dei finestrini è stata richiesta al momento dell’ordine e accettata con qualche difficoltà dalla concessionaria perché non prevista per il mercato italiano. La motivazione di tale scelta risiede nel fatto che essendo immatricolata come autocarro non prevede il trasporto di persone nel vano posteriore e questo rende inutili i finestrini di serie (che in ogni caso non sono apribili).
Inoltre la loro presenza complicava il lavoro di coibentazione delle pareti interne.
Il rovescio della medaglia è che l’aspetto della macchina è meno bello della versione con finestrini perché assomiglia più ad un furgoncino per il trasporto del latte ma pazienza…
Se esternamente la macchina di serie appare molto semplice l’interno è addirittura desolante perché fatto di sola lamiera.

originale_interno

 

Interventi interni:

Il primo intervento è stato quello di rivestire tutto il pianale e parte dei fianchi con della gomma millerighe.

pianale_sx

La scelta della gomma tipo millerighe è stata dettata dalla volontà di fare tutto il rivestimento in due soli pezzi, (partendo dai fianchi per arrivare al centro del pianale).
Avevo preso in considerazione anche la gomma del tipo a bollini, più robusta e adatta al puro trasporto di carico merci ma impossibile da modellare sui fianchi come volevo perché troppo rigida.
Con un lungo lavoro preparatorio ho realizzato dime di cartone che ho poi trasferito su gomma.
Una volta tagliata con un semplice cutter è stata incollata all’interno della macchina con bi-adesivo e bostik. Incollare la gomma è stato veramente difficile perché dovendo posizionare porzioni così grandi di materiale su di un supporto adesivo di presa immediata non potevo sbagliare la partenza. Ma con metodo e pazienza ho ottenuto quello che ritengo uno splendido risultato.

interno_generale

Per dormirci dentro ho rivestito le pareti e il tetto per limitare il fenomeno della condensa. Dopo tanto pensare al tipo di materiale da impiegare la mia scelta è caduta sul sughero, materiale costoso ma naturale e di qualità.
Per il tetto ho impiegato lastre spesse 20mm per la parte piana e fogli spessi 8mm per la parte tonda mentre per le pareti ho usato lastre spesse 30mm. In entrambi i casi lo spessore delle lastre era coincidente con l’altezza dei longheroni in metallo previsti per irrigidire la struttura dei lamierati.
Per rifinire il tetto ho incollato un leggero foglio da 2mm sull’intera superficie.
Per le pareti, più soggette ad entrare in contatto con gli oggetti caricati, ho rivestito la loro superficie con della masonite da 3mm.
Questo è il risultato finale.

parete_dx

tetto_interno

Con questo allestimento ho fatto alcuni di viaggi senza accusare i soliti inconvenienti dovuti alla condensa e ottenendo un discreto abbassamento del rumore interno durante la marcia dovuto alla risonanza introdotta dalle lamiere.

Aggiornamento

Dopo otto anni di utilizzo ho rifatto il rivestimento interno del tetto perchè il sughero da 2mm che avevo usato presentava alcuni buchi fatti nel caricare la legna e per altre distrazioni.
Al suo posto ho messo un tessuto, tipo moquette ma molto leggero, che ho incollato con del bostik.
Naturalmente i pannelli di sughero sono rimasti gli stessi.

tetto_new

Con l’occasione ho rifatto anche il rivestimento delle pareti laterali usando una sottile lastra di vetroresina da 1,4 mm. anche se la masonite aveva retto bene senza nessun problema.

parete_new

Il rivestimento del portellone è stato sostituito con un pannello di multistrato da 8mm.
Non avendo il tergicristalli posteriore (non previsto nell’allestimento E) ho potuto montare il pannello a filo delle lamiere permettendomi di guadagnare ancora qualche cm di vano per il carico. Su questo pannello ho inserito due cerniere per montare un pianale-cucina da adoperarsi in caso di bel tempo. Per cucinare in sicurezza ho forato il piano in modo che il fornello si incastri perfettamente al suo interno senza possibilità di cadere. Per adeguare l’inclinazione del tavolo a quello della macchina ho previsto l’uso di una catenella per tenere aperto il piano.

pannello

 

 

L’allestimento interno è proseguito con la costruzione di gavoni idonei a contenere tutto quanto serve in un viaggio oltre che  da piano per dormire.

gavone

Il materiale scelto è legno multistrato da 20mm, assemblato con vinavil e viti, e trattato con dell’impregnante per legno.
I gavoni in totale sono cinque:

gavoni

i primi due hanno dimensioni 91 X 50 X 48,5 cm di altezza e sono posti a ridosso della paratia divisoria, il terzo ha dimensioni 91 X 30 X 48,5 cm e chiude il blocco centrale, mentre altri due da 130 X 35 X 26 cm di altezza, opportunamente sagomati, sono collocati sui passaruota.

particolare

I coperchi sono trattenuti da calamite del tipo usate per gli sportelli per mobili mentre una guarnizione che corre lungo l’intero perimetro limita l’ingresso di polvere. Per l’apertura ho usato maniglie in corda, comode nell’uso e che non danno fastidio quando si dorme. Tutti i gavoni sono vincolati tra loro con delle viti passanti, tipo maschio e femmina,  e fissati alla paratia.
In questo modo ho ottenuto un piano largo quanto l’interno e lungo 130 cm.
Per completare il piano-letto ho previsto una ribaltina lunga 45 cm che normalmente rimane piegata (permettendomi di sfruttare la parte di pianale libera per il carico) ma che per la notte si alza e porta la zona letto a 185 cm di lunghezza. Le zone ai lati della ribaltina rimangono vuote ma essendo la zona riservata ai piedi questo non pone particolari problemi.

letto_posteriore

Ribaltina aperta

letto_anteriore

Zona notte completa

materassini

Una coppia di materassini in gommapiuma spessi 12 cm ospitano comodamente due persone…
I materassini sono ripiegabili su se stessi in tre parti da 60 cm di lato e collocati, durante il giorno, sul lato sinistro sopra ai gavoni dei passaruota e tenuti fermi con un elastico che corre lungo la parete dalla griglia divisoria al fondo della macchina.
 
In base al tipo di viaggio il letto viene preparato nel modo consueto con lenzuola e coperte oppure con il classico sacco a pelo.

letto_pronto

 

La zona dei passaruota rimasta libera (circa 60 cm) è occupata con materiale che varia in base al tipo di viaggio (sei taniche per l’acqua da 10 litri cad. per il Sahara oppure cose varie per le vacanze). Durante le vacanze questo spazio diventa facilmente una seduta per pranzare all’interno della macchina quando c’è brutto tempo.

seduta_sx

Per la scorta di acqua non ho previsto un serbatoio unico ma delle piccole taniche perchè più versatili in quanto permettono di rifare le scorte di acqua man mano che si consuma la scorta iniziale, senza mischiare acqua sicuramente potabile con acqua di pozzo, ad esempio, che però può venire utilizzata per altri usi.
Le taniche sono identiche tra loro e questo accorgimento mi permette di usare una pompa ad immersione accoppiata al tappo in modo rapido e versatile semplicemente cambiando il tappo.
Le taniche sono contenute in due cassette di legno molto precise nelle dimensioni per evitare che lo sfregamento tra plastica e legno sulla tôle ondulée possa danneggiarle.

acqua1

Per aumentare la circolazione di aria durante la notte ho tolto i due piccoli vetri posteriori posti ai lati del portellone e al loro posto ho montato una sagoma di alluminio di cinque mm di spessore dove ho praticato un’apertura che ho rifinito con una griglia e una zanzariera. In questo modo può circolare un po’ di aria ma non entrano né acqua né insetti.

aereazione_esterna

 

 

Per disporre di alimentazione elettrica comoda ho ritagliato lo scatolato destro che nasconde i cablaggi elettrici dei fanali posteriori e sfruttando la predisposizione originale ho montato tre prese per accendisigari che uso  per alimentare la luce esterna durante i campi serali, il piccolo frigorifero per le vacanze e così via.

prese_post

Passando alla parte anteriore ho fatto le seguenti modifiche.
Per viaggiare più comodo ho rialzato entrambi i sedili con dei listelli di legno (40X40mm), per tutta la lunghezza delle guide originali. In questo modo ho ricavato altro spazio dove riporre due stropp sotto un sedile e altro materiale sotto l’altro.

rialzo_sedile

Anche il cruscotto ha subito qualche modifica con l’aggiunta di alcuni strumenti.
Sul lato sinistro ho installato il Nanocom (evolution 1), uno strumento diagnostico di grande utilità che permette di testare molti componenti elettronici della macchina, di leggere e scrivere alcuni parametri fondamentali in caso di sostituzione della centralina o degli iniettori e molto altro ancora.

nanocom3

Come strumento di navigazione ho scelto un Montana 680T, (nella foto c’è ancora il 600 di primo acquisto) gps di ultima generazione dotato di molte funzioni.

montana

Per fissarlo ho acquistato un accessorio originale (010-11654-01), destinato alla moto che però ho trovato molto facile da adattare al cruscotto del Defender e con una semplice squadretta a l’ho fissato il supporto forandolo nel centro con una vite da 6mm a testa super ribassata.
In questo modo rimane molto saldo ma smontabile in poche secondi.

montana_supporto

Dal supporto esce un cavo dalla duplice funzione, infatti poco dopo si sdoppia per l’alimentazione e con un connettore per l’uscita audio del Gps quando lo si vuole usare come navigatore con indicazioni vocali. Ho provato a collegarlo alla presa AUX dell’autoradio e funziona bene. Il cavo di alimentazione si collega alla tripla presa posta accanto allo sterzo.

presa_anteriore

 

Sotto il piantone del volante è stato montato il CB. Non è il massimo della praticità ma non avendo il cubby-box e volendolo il più vicino possibile mi è sembrata un buon compromesso. Il cavo di alimentazione va direttamente al vano fusibili mentre il cavo dell’antenna scorre, sempre nascosto alla vista, sino all’attacco posto nella parte posteriore della macchina in un punto molto rigido.

cb

antenna

Interventi esterni:

Per ovviare alla nota delicatezza della parte superiore dei parafanghi ho realizzato una protezione in alluminio mandorlato spesse 4 mm.
Per evitare di forare la carrozzeria ho dato una leggera piega alla lastra verso il basso in modo che le viti che tengono le due sagome di plastica, bloccando le stesse, obbligano la lastra ad aderire al parafango. Del bi-adesivo posto sotto a tutta la lastra contribuisce alla tenuta e protegge la vernice. Dopo molti anni sono ancora perfettamente al loro posto.

ala_sx

In certe situazioni risulta comodo salire sul paraurti anteriore per arrivare a lavorare sopra al motore e per evitare di scivolare ho rivettato al centro due sagome in alluminio mandorlato.

poggia_piedi

 

Per poter trainare o stroppare in sicurezza ho montato un gancio originale molto robusto.
Esaminando la traversa del paraurti posteriore ho notato il minore spessore del materiale impiegato rispetto al passato ed infatti la Land Rover ha messo in commercio un kit di rinforzo (KNK100090K), che ho ritenuto utile montare.
Il kit consiste in una piastra e di un profilato a L imbullonati tra loro e alla traversa.

gancio2

Per accedere al portapacchi ho fatto una scaletta molto semplice con del tondino pieno da 10mm recuperato da una demolizione in un cantiere.
La scelta del tondino pieno è dettata dalla mia scarsa abilità nel saldare tubi con piccolo spessore, in ogni caso la scaletta pesa 4kg.
La parte superiore è attaccata alla grondaia per non forare il tetto mentre la parte inferiore si attacca con le due viti già presenti per la carrozzeria.

scaletta1

La forma non parallela alla macchina ma leggermente obliqua è fatta per facilitare la salita tenendo il corpo più aderente alla macchina man mano che si sale. Visto l’esigua lunghezza non sarebbe probabilmente necessario però un po’ aiuta.

scaletta2

Interventi sulla meccanica:

Ritengo il Defender già pronto per viaggiare.
Per questa ragione ho mantenuto l’assetto originale senza cambiare né molle né ammortizzatori. L’idea base è di viaggiare con un mezzo molto leggero, almeno il più possibile, e venendo dal mondo della moto la cosa mi riesce abbastanza bene perché sono abituato all’essenzialità che le due ruote impongono. Quando, per ovvie ragioni di usura, dovrò cambiare uno di questi componenti deciderò cosa fare, se scegliere ancora gli originali oppure montarne di altri produttori. Ho cambiato i cerchi originali con dei Wolf tubeless con canale da 6.5”

wolf

Ho usato con grande soddisfazione le gomme di serie, le Michelin XPC nella misura 7.50 ma con l’uscita di produzione sono passato alla misura 235/85 molto più facile da reperire sul mercato.
L’interno del vano motore si presenta, in origine, con il coperchio in plastica che avvolge la testa.
E’ stata la prima cosa che ho tolto perché amo vedere la meccanica ed inoltre ho subito la percezione di eventuali perdite di liquidi o allentamento di viti.

motore

Per rendere la vita più facile all’idroguida ho sostituito il serbatoio originale in plastica con uno di provenienza Range Rover  in metallo con una capacità doppia, caratteristiche che  contribuiscono ad un migliore smaltimento della temperatura dell’olio.

idroguida

Per i viaggi sahariani al posto del primo gavone, quello a ridosso della paratia, viene montato un serbatoio di acciaio inox con le stesse misure del gavone stesso. Sulla parte superiore del serbatoio ho incollato un foglio di compensato, anch’esso in tinta, in modo da non dormire sul freddo acciaio. In questo modo ho sempre il piano per dormire alla stessa altezza e il serbatoio non in vista.
Il serbatoio ha una capacità di 210 litri.
Il serbatoio è fissato al pianale di carico con quattro robuste orecchie a L che con viti da 8mm intercettano le centine poste sotto al pianale stesso.

serbatoio

Il carico avviene attraverso un tappo esterno posto appena sopra la testa del passeggero tramite un tubo trasparente da 50mm di diametro (con annegata una spirale di acciaio).

carico_gasolio1

Per travasare nel serbatoio principale il gasolio viene fatto passare attraverso un rubinetto a sfera che si trova appena dietro la paratia divisoria attraverso il vano che si è creato togliendo il tappo ovale rivettato

serbatoio_scarico

 

il gasolio passa in un filtro a retina del tipo usato per le caldaie (fissato al telaio e protetto da un lamierino) e immesso per caduta attraverso il tubo di sfiato previsto di serie (quello piccolo accanto al tubo di immissione principale). Un sistema semplice ed affidabile.

filtro_gasolio1

Quanto scritto fin’ora è il frutto dei primi lavori fatti nel 2003 (con piccoli aggiornamenti) e quindi per certi aspetti superati dai quasi 15 anni trascorsi.
Per le modifiche più importanti che richiedono informazioni e foto più specifiche rimando alla sezione “aggiornamenti”.