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Land Rover Defender
(ovvero come rimanere bambini giocando al Meccano)

 

 di ALFREDO CRIVELLI

 
 

Aggiornamento
modifiche:

 

Botola ispezione pompa gasolio per il 110

Botola ispezione pompa gasolio per il 90

OBA - on board air - produzione di aria compressa con un condizionatore A/C

Tettuccio apribile elettrico

Rilevatore temperatura gas di scarico

Cofano con portaruota

 

Fori cofano

EGR/ILT - eliminare il riciclo dei gas di scarico

Cruise control

Snorkel - prima versione

Snorkel - seconda versione

S
carico libero

Carter turbo

V
eranda

Veranda posteriore

Tubo proteggi tiranteria sterzo

Tips & tricks portellone
 

Tips & tricks raccordo pinza freno

G
anci traino

Tubi quadri sottoporta

Compressore portatile

Integrazione luci posteriori

Maggiorazione serbatoio frizione

P
ortabiciclette

Attrezzi smontaggio ventolone


Tools pompa frizione / Master

Flangia per eliminare l'EGR

Rimozione radiatore EGR - Euro3

Nanocom -  
Allarme  sonoro per elevata
temperatura liquido raffreddamento


Disabilitare l'immobilizzatore AS10

 

Miglioramento masse per comunicazioni del Nanocom

 

Procedura riconoscimento
telecomando immobilizer


Schema montaggio gommini per pompa Master

Gavone esterno
 

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Quanto scritto viene aggiornato ogni volta che i lavori originari vengono ulteriormente modificati per adattarli a nuove esigenze. L'ultima revisione del testo è stata fatta nel marzo 2013.

Nella colonna a sinistra si trovano le modifiche di una certa importanza fatte successivamente ai lavori iniziali che meritano alcune righe e foto a commento.

 

 

 

 

Premessa

 

Il mondo di chi utilizza un Defender è quanto mai variegato.

 

C'è chi lo usa per lavoro e chi per divertimento, con una gran varietà di sfumature intermedie.

Io intendo il Defender principalmente come mezzo da viaggio da utilizzare in Nord Africa e più in generale per vacanze itineranti per campeggi.

E' la mia unica auto, che non uso per recarmi al lavoro ma solo nei week-end per andare in montagna.

L'utilizzo che ne faccio mi permette di apprezzarne le doti chiudendo un occhio su alcune caratteristiche come lo scarso confort nell'uso quotidiano oppure la tendenza a imbarcare acqua piovana, tanto per fare due esempi :-(

 

Per un amante del "fai-da-te" e di auto 4X4 nessun mezzo come un Defender è così adatto a coniugare entrambe le passioni.

La mia filosofia del fare ruota intorno a questi punti: economicità, semplicità, praticità e reversibilità di ogni modifica.

Credo di essere riuscito a far convivere al meglio delle mie possibilità queste mie esigenze tra loro.

 

Questo modo di vedere le cose non facilità la realizzazione delle mie idee perché spesso è più semplice effettuare interventi definitivi, magari avvalendosi dell'esperienza di artigiani e preparatori specifici ma la mia indole un po' "sparagnina", unita alla convinzione che "chi fa da se fa per tre" mi ha portato ad eseguire interventi efficaci e soprattutto perfettamente adattati alle mie esigenze.

 

Nel corso degli anni ho visto alcune auto veramente ben preparate con soluzioni incredibilmente efficaci e valide ma andando al sodo erano spesso seconde (o terze) macchine, comprate esclusivamente per viaggiare da chi non ha problemi economici, preparate da famosi "guru" del settore.

 

Questo non è peccato però sono poco in sintonia con questo modo di "fare".

Chi non sa fare una cosa spesso non sa neanche ripararla e per chi viaggia è una cosa grave.

Chiedo ovviamente scusa a tutti quelli che sanno fare ma non fanno per pigrizia, mancanza di tempo o altro ancora.

 

 

 

Chiarito questo aspetto passo a descrivere cosa ho fatto, perché e come.

La base di partenza è un Defender 110 TD5 (MY03), nella versione HT allestimento E.
 



 

Tradotto in poche parole è la versione più semplice e spoglia di tutta la produzione Land Rover.

Questa scelta è stata dettata dal volere una macchina "nuda", priva di tutto quello che non serve e quindi molto più semplice da allestire. Esteriormente la macchina si presenta senza finestrini.
La mancanza dei finestrini è stata richiesta al momento dell'ordine e accettata con qualche difficoltà dalla concessionaria perché non prevista per il mercato italiano. La motivazione di tale scelta risiede nel fatto che essendo immatricolata come autocarro non prevede il trasporto di persone nel vano posteriore e questo rende inutili i finestrini di serie (che in ogni caso non sono apribili).
Inoltre la loro presenza complicava il lavoro di coibentazione delle pareti interne senza scordare che nella produzione Land Rover ogni varco nella carrozzeria è spesso un buon punto di ingresso per l'acqua piovana. Il rovescio della medaglia è che l'aspetto della macchina è meno bello della versione con finestrini perché assomiglia più ad un furgoncino per il trasporto del latte ma pazienza…

Se esternamente la macchina di serie appare molto semplice l'interno è addirittura desolante perché fatto di sola lamiera.

 

 

 

Ho suddiviso la descrizione dei miei interventi in tre sezioni e cioè: interni, esterni e meccanica in generale.

 

 

Interventi interni:

 

Il primo intervento è stato quello di rivestire tutto il pianale e parte dei fianchi con della gomma millerighe.

 

 

La scelta della gomma tipo millerighe è stata dettata dalla volontà di fare tutto il rivestimento in due soli pezzi, (partendo dai fianchi per arrivare al centro del pianale) per dare meno appigli agli oggetti durante l'uso e limitare il rischio di rotture.

Avevo preso in considerazione anche la gomma del tipo a bollini, più robusta e adatta al puro trasporto di carico merci ma impossibile da modellare sui fianchi come volevo perché troppo rigida.

 

Con un lungo lavoro preparatorio ho realizzato dime di cartone che ho poi trasferito su gomma.
Una volta tagliata con un semplice tagliabalsa è stata incollata all'interno della macchina con bi-adesivo e bostik. Incollare la gomma è stato veramente difficile perché dovendo posizionare porzioni così grandi di materiale su di un supporto adesivo di presa immediata non potevo sbagliare la partenza. Ma con metodo e pazienza ho ottenuto quello che ritengo uno
splendido risultato.

 

 

Per dormirci dentro durante le vacanze ho rivestito le pareti e il tetto per limitare il fenomeno della condensa. Dopo tanto pensare al tipo di materiale da impiegare la mia scelta è caduta sul sughero, materiale costoso ma naturale e di qualità.

Per il tetto ho impiegato lastre spesse 20mm per la parte piana e fogli spessi 8mm per la parte tonda mentre per le pareti ho usato lastre spesse 30mm. In entrambi i casi lo spessore delle lastre era coincidente con l'altezza dei longheroni in metallo previsti per irrigidire la struttura dei lamierati.
Per rifinire il tetto ho incollato un leggero foglio da 2mm sull'intera superficie.

Per le pareti, più soggette ad entrare in contatto con gli oggetti caricati, ho rivestito la loro superficie con della masonite da 3mm.

 

Questo è il risultato finale.

 

 

 

Con questo allestimento ho fatto alcuni di viaggi senza accusare i soliti inconvenienti dovuti alla condensa e ottenendo un discreto abbassamento del rumore interno durante la marcia dovuto alla risonanza introdotta dalle lamiere.

 

Aggiornamento

 

Dopo otto anni di utilizzo ho rifatto il rivestimento interno del tetto perchè il sughero da 2mm che avevo usato presentava alcuni buchi fatti nel caricare la legna e per altre distrazioni.

Al suo posto ho messo un tessuto, tipo moquette ma molto leggero, che ho incollato con del bostik.

Naturalmente i pannelli di sughero sono rimasti gli stessi.

 

 

 

Con l'occasione ho rifatto anche il rivestimento delle pareti laterali usando una sottile lastra di vetroresina da 1,4 mm. anche se la masonite aveva retto bene senza nessun problema.

 

 

 

 

 

 

Il rivestimento del portellone è stato sostituito con un pannello di multistrato da 8mm.

 

Non avendo il tergicristalli posteriore (non previsto nell’allestimento E) ho potuto montare il pannello a filo delle lamiere permettendomi di guadagnare ancora qualche cm di vano per il carico. Su questo pannello ho inserito due cerniere per montare un pianale-cucina da adoperarsi in caso di bel tempo. Per cucinare in sicurezza ho forato il piano in modo che il fornello si incastri perfettamente al suo interno senza possibilità di cadere. Per adeguare l'inclinazione del tavolo a quello della macchina ho previsto l'uso di una catenella per tenere aperto il piano.



 

 

 

L'allestimento interno è proseguito con la costruzione di gavoni idonei a contenere tutto quanto serve in un viaggio oltre che servire da piano per dormire.

 

 

Il materiale scelto è il legno multistrato da 20mm, assemblato con vinavil e viti,  tinto con dell'impregnante per legno perché più bello da vedere e da ripristinare rispetto alla vernice tradizionale.

 

I gavoni sono cinque:

 

 

i primi due hanno dimensioni 91 X 50 X 48,5 cm di altezza e sono posti a ridosso della paratia divisoria, il terzo ha dimensioni 91 X 30 X 48,5 cm e chiude il blocco centrale, mentre altri due da 130 X 35 X 26 cm di altezza, opportunamente sagomati, sono collocati sui passaruota.

 

 

I coperchi sono trattenuti da calamite per mobili mentre una guarnizione che corre lungo l'intero perimetro limita moltissimo l'ingresso di polvere. Per l’apertura ho usato maniglie in corda, comode nell’uso e che non danno fastidio quando si dorme. Tutti i gavoni sono vincolati tra loro con delle viti passanti, tipo maschio e femmina,  e fissati alla paratia.

In questo modo ho ottenuto un piano largo quanto l’interno e lungo 130 cm.
Per completare il piano-letto ho previsto una
ribaltina lunga 45 cm che normalmente rimane piegata (permettendomi di sfruttare la parte di pianale libera per il carico) ma che per la notte si alza e porta la zona letto a 185 cm di lunghezza.

 

ribalta aperta

 

"zona notte" finita

 

 

 Una coppia di  materassini in gommapiuma ospitano comodamente due persone (ops...).

 

 

Durante le vacanze il letto viene preparato nel modo consueto con lenzuola e coperte mentre durante i viaggi sahariani usiamo dei sacco a pelo più pratici in tale situazione.

 

 

La zona dei passaruota rimasta volutamente libera (circa 60 cm) è occupata con materiale che varia in base al tipo di viaggio (sei taniche per l'acqua da 10 litri cad per il Sahara oppure cose varie per le vacanze). Durante le vacanze questo spazio diventa facilmente una seduta per pranzare all'interno della macchina quando c'è brutto tempo.

 

 

Per i viaggi sahariani al posto del primo gavone, quello a ridosso della paratia, viene montato un serbatoio di acciaio inox con le stesse misure del gavone fissato al pianale. Sulla parte superiore del serbatoio ho incollato un foglio di compensato, anch'esso in tinta, in modo da non dormire sul freddo acciaio. Il serbatoio ha una capacità di 210 litri.

Il serbatoio è stato realizzato, su mio disegno, da un caro amico, Vittorio Libanori.

Particolari maggiori sul serbatoio sono nella sezione “interventi sulla meccanica”.

 

Ritorno brevemente sulla scorta di acqua: non ho previsto un serbatoio unico, magari in acciaio inox, perché delle piccole taniche sono più versatili in quanto permettono di rifare le scorte di acqua man mano che si consuma la scorta iniziale, senza mischiare acqua sicuramente potabile con acqua di pozzo, ad esempio, che però può venire utilizzata per altri usi.

Le taniche sono identiche tra loro e questo accorgimento mi permette di usare una pompa ad immersione accoppiata al tappo in modo rapido e versatile semplicemente cambiando il tappo.

Le taniche sono contenute in due cassette di legno molto precise per evitare che lo sfregamento tra plastica e legno sulla tôle ondulée possa danneggiarle.

 

 

 

 

 

Non volendo rimuovere la griglia divisoria prevista dalla normativa italiana, che verrebbe comunque mantenuta per motivi di sicurezza, l’ho resa basculante per accedere ai posti anteriori dal vano di carico ma solo in occasione delle soste. Durante la marcia rimane bloccata.

 

 

La modifica ha riguardato lo spostamento più in alto degli attacchi originali per far si che si ribalti il più in alto possibile permettendo di accedere agli oggetti davanti. L'uso di dadi autobloccanti lasciati appena lenti permette di ruotala facilmente all'occorrenza.

Un'asta la tiene in posizione durante il ribaltamento notturno.

 

 

Per aumentare la circolazione di aria durante la notte ho tolto i due piccoli vetri posteriori posti ai lati del portellone e al loro posto ho montato una sagoma di alluminio di cinque mm di spessore dove ho praticato un'apertura che ho rifinito con una griglia e una zanzariera. In questo modo può circolare un po' di aria ma non entrano né acqua né insetti.

 

 

All'interno ho previsto un coperchio di compensato con guarnizione in neoprene per evitare che entri polvere durante la marcia.

 

 

Per ovviare alla mancanza di illuminazione di serie interna ho montato sul montante superiore del tetto due punti luce per illuminare la zona cucina e per leggere quando si è a letto.

 

 

Per disporre di alimentazione elettrica comoda ho ritagliato lo scatolato destro che nasconde i cablaggi elettrici dei fanali posteriori e sfruttando la predisposizione originale ho montato tre prese per accendisigari che uso  per alimentare la luce esterna durante i campi serali, il piccolo frigorifero per le vacanze e così via.

 

 

Per ricavare altro spazio dove riporre piccoli oggetti ho tolto gli ovali posti sulla paratia che divide la zona di carico con la zona di guida ricavando un vano dallo spazio che si forma con il gavone appoggiato.

 

Passando alla parte anteriore ho fatto le seguenti modifiche.

Per viaggiare più comodo ho rialzato entrambi i sedili con dei listelli di legno (40X40mm), per tutta la lunghezza delle guide originali. In questo modo ho ricavato altro spazio dove riporre due stropp sotto un sedile e altro materiale sotto l'altro.

 

 

Per rendere più confortevoli i sedili originali (rivestiti in materiale plastico) ho acquistato delle foderine fatte su misura da un  amico

 

 

Anche il cruscotto ha subito qualche modifica con l'aggiunta di alcuni strumenti.

Sul lato sinistro ho installato il Nanocom (evolution), uno strumento diagnostico di grande utilità che permette di testare molti componenti elettronici della macchina, di leggere e scrivere alcuni parametri fondamentali in caso di sostituzione della centralina o degli iniettori e molto altro ancora.

 

 

Per i viaggi sahariani è previsto l'uso di un GPS Garmin 176 collegato ad un palmare Cassiopeia E505i della Casio, (la foto riporta ancora il precedente GPS, l'ottimo III+ ma il 176 è stato messo esattamente nello stesso posto).

 

 

Sul palmare è installata una scheda di memoria dove sono caricate le carte geografiche e le foto satellitari del paese interessato al viaggio. Il software che uso è OziExplorer per realizzare il "moving map", cioè la rappresentazione in tempo reale su carta geografica della propria posizione, e G7toWin per la gestione dei dati.

Il GPS è posto sulla destra del cruscotto in posizione ben visibile per essere manovrato con la mano destra mentre il palmare è posizionato sotto, accanto al comando dell'aria. Si tratta di una sistemazione che permette di sopperire alla scarsa visibilità dei palmari con forte luce perché la zona è spesso in ombra.

 

Aggiornamento

 

Dopo anni di perfetto funzionamento ho deciso di fare un upgrade del sistema di navigazione pensionando il Garmin 176 e il Cassiopea a favore di un Garmin Montana 600.

Nonostante sia molto esperto di informatica ed elettronica di consumo sono abbastanza conservatore e non cambio sistema solo per moda ma alla fine ho pensato all'enorme potenziale di questo Gps e mi sono deciso. Per fissarlo ho acquistato un accessorio originale (010-11654-01), destinato alla moto che però ho trovato molto facile da adattare al cruscotto del Defender e con una semplice squadretta a L ho fissato il supporto forandolo nel centro con una vite da 6mm a testa super ribassata.

In questo modo rimane molto saldo ma smontabile in poche secondi.

 

 

Il Gps è il modello di punta della Garmin con una notevole versatilità ma non mi dilungo oltre.

 

 

 

Dal supporto esce un cavo dalla duplice funzione, infatti poco dopo si sdoppia per l'alimentazione e con un connettore per l'uscita audio del Gps quando lo si vuole usare come navigatore con indicazioni vocali.

Ho provato a collegarlo alla presa AUX dell'autoradio e funziona bene.

Il cavo di alimentazione si collega alla tripla presa posta accanto allo sterzo.

 

 

Sotto il piantone del volante è stato montato il CB.

 

 

Non è il massimo della praticità ma non avendo il cubby-box e volendolo il più vicino possibile mi è sembrata un buon compromesso. Il cavo di alimentazione va direttamente al vano fusibili mentre il cavo dell'antenna scorre, sempre nascosto alla vista, sino all'attacco posto nella parte posteriore della macchina in un punto molto rigido.

 

 

Dal Defender MY02 è stato modificato il cruscotto eliminando un bel po' di posto utile a riporre le piccole cose che ora trovano posto in una borsa fissata alla griglia divisoria. Francamente preferivo la versione precedente anche se ora c'è il vantaggio di avere tutti i comandi elettrici e i cablaggi raccolti nella consolle che ospita anche l'eventuale autoradio.

 

 

 

Interventi esterni:

 

Il Defender mi piace molto così come nasce e per questa ragione non ho previsto grosse modifiche.

 

Per abbellire le fiancate, troppo bianche e spoglie, ho applicato due adesivi con il logo originale della Parigi-Dakar realizzati dall’amico Michele Soffiantini. Vorrei completare l’abbellimento applicando degli adesivi a tutta fiancata ma per il momento non ho trovato ancora niente che mi piaccia.

 

Per ovviare alla nota delicatezza della parte superiore dei parafanghi ho realizzato, sulla copia di quelle vendute come aftermarket, una protezione in alluminio mandorlato spesse 4 mm

 

 

Per evitare di forare la carrozzeria ho dato una leggera piega alla lastra verso il basso in modo che le viti che tengono le due sagome di plastica, bloccando le stesse, obbligano la lastra ad aderire al parafango. Del bi-adesivo posto sotto a tutta la lastra contribuisce alla tenuta e protegge la vernice.

 

In certe situazioni risulta comodo salire sul paraurti anteriore per arrivare a lavorare sopra al motore e per evitare di scivolare ho rivettato al centro due sagome in alluminio mandorlato.

 

 

Per poter trainare o stroppare in sicurezza ho montato un gancio originale molto robusto.

Esaminando la traversa del paraurti posteriore ho notato il minore spessore del materiale impiegato rispetto al passato ed infatti la Land Rover ha messo in commercio un kit di rinforzo (KNK100090K), che ho ritenuto utile montare.

Il kit consiste in una piastra e di un profilato a L imbullonati tra loro e alla traversa.

 

 

 

Per accedere al portapacchi ho fatto una scaletta molto semplice con del tondino pieno da 10mm recuperato da una demolizione in un cantiere.

La scelta del tondino pieno è dettata dalla mia scarsa abilità nel saldare tubi con piccolo spessore, in ogni caso la scaletta pesa 4kg.

La parte superiore è attaccata alla grondaina per non forare il tetto mentre la parte inferiore si attacca con le due viti già presenti per la carrozzeria.

 

 

 

La forma non parallela alla macchina ma leggermente obliqua è fatta per facilitare la salita tenendo il corpo più aderente alla macchina man mano che si sale. Visto l'esigua lunghezza non sarebbe probabilmente necessario però un po' aiuta.

 

 

 

Due cose, per finire: per salire più facilmente ho montato la pedana pieghevole posteriore e quella laterale per il passeggero e per evitare di sparare acqua a chi mi segue ho montato i paraspruzzi anteriori (tutti accessori non previsti nel mio allestimento).



Interventi sulla meccanica:

Ritengo il Defender già pronto per un uso anche impegnativo.


Per questa ragione ho mantenuto l’assetto originale senza cambiare né molle né ammortizzatori.

L'idea base è di viaggiare con un mezzo molto leggero, almeno il più possibile, e venendo dal mondo della moto la cosa mi riesce abbastanza bene perché sono abituato all'essenzialità che le due ruote impongono.

Quando, per ovvie ragioni di usura, dovrò cambiare uno di questi componenti deciderò cosa fare, se scegliere ancora gli originali oppure montarne di altri produttori.

Ho cambiato i cerchi originali con dei Wolf tubeless con canale da 6.5” .



I pneumatici sono i Michelin 7.50 XPC di serie che trovo molto versatili.

 

Normalmente lascio la gomma di scorta attaccata alla griglia divisoria interna ma durante i viaggi la monto sul cofano di un 200Tdi modificato.

 

 

La visibilità è un po’ compromessa ma grazie al rialzo dei sedili la cosa è assolutamente accettabile. La seconda ruota viene caricata sul portapacchi.

 

Per proteggere la zona sterzo ho montato un tubo paratiranteria di tipo militare, preferendolo alla classica piastra in alluminio, perché lascia molto spazio libero per lavorare sotto alla macchina.
Inoltre non si riempie di sabbia, fango e sassi.

 

 

L’interno del vano motore si presenta, in origine, “deturpato” dal coperchio in plastica che avvolge la testa.

E’ stata la prima cosa che ho tolto perché amo vedere la meccanica ed inoltre ho subito la percezione di eventuali perdite di liquidi o allentamento di viti.

 

 

Controllando l’assemblaggio degli innumerevoli tubi e tubini che avvolgono il motore ho protetto quelli che mi sembravano più a rischio di abrasione, come quelli che vanno alla stufa del riscaldamento, quello rigido che va dal radiatore al vaso di espansione e quelli che passano sotto al radiatore.

Per rendere la vita più facile all'idroguida ho sostituito il serbatoio originale in plastica con uno di provenienza Range Rover  in metallo con una capacità doppia, caratteristiche che  contribuiscono ad un migliore smaltimento della temperatura dell'olio.
 

 


Tornando alle modifiche “sahariane”, un posto di rilievo lo merita il serbatoio secondario per il gasolio.

Dopo aver usato per anni con il 90-300Tdi degli ottimi serbatoi in polietilene mi sono deciso per un serbatoio in acciaio inox perché il 110 con il pianale così lungo e senza porte laterali non mi permetteva un rifornimento agile.

 

Il serbatoio è fissato al pianale di carico con quattro robuste orecchie a L che con viti da 8mm intercettano le centine poste sotto al pianale stesso.

 


 

Il carico avviene attraverso il tappo esterno posto appena sopra la testa del passeggero tramite un tubo trasparente da 50mm di diametro (con annegata una spirale di acciaio).

 

 

 

 

 

 

Per travasare nel serbatoio principale il gasolio viene fatto passare attraverso un rubinetto a sfera che si trova appena dietro la paratia divisoria attraverso il vano che si è creato togliendo il tappo ovale

 

 

filtrato da un filtro a retina del tipo usato per le caldaie (protetto da un lamierino), e immesso per caduta attraverso il tubo di sfiato previsto di serie (quello piccolo accanto al tubo di immissione principale). Un sistema semplice ed affidabile.

 

 

 

 

Lo sfiato del serbatoio avviene all'esterno della macchina con un tubo che viene lasciato arrotolato dietro al sedile e portato in alto fuori dal finestrino al momento del pieno. Un rubinetto con "sicura" evita pasticci accidentali.